FINALE DI STAGIONE

Mercoledì è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del Consiglio Federale: i campionati dilettantistici 2019/2020 finiscono qui. Era prevedibile, e razionalmente era l’unica decisione possibile da prendere. Ancora da definire i dettagli su promozioni e retrocessioni, mentre si fa anche un gran parlare di riforme dei campionati, ma al momento sono voci talmente vaghe che è impossibile formulare qualunque discorso. Noi in ogni caso restiamo in Promozione, e va bene così.

1 marzo 2020. Sotto un anonimo porticato della periferia livornese, nei pressi del campo dell’Armando Picchi, abbiamo appena finito di goderci uno dei momenti che più amiamo, uno di quei deliri mistici in cui insieme a tutta la squadra, abbracciati ed esaltati, cantiamo i nostri cori. Mentre la squadra risaliva sul pullman, Duccio pronunciò ad alta voce parole che quel giorno avevano un senso che poi nei mesi successivi è diventato diverso, e pesante come un macigno. “Questa giornata ce la ricorderemo per un sacco di tempo”. Lungi da noi attribuirgli capacità profetiche, infatti le sue parole si riferivano più al passato, e a quella strana situazione che non ci vedeva presenti sugli spalti, che al futuro.

E quindi andiamo con ordine, chiudiamo gli occhi e proviamo a rivivere un po’ questa stagione. Perché va bene che si è conclusa in questo modo assurdo, ma prima ci ha emozionato come ogni volta che scende in campo il grigionero.

L’Ascanio Nesi trasformato in una roccaforte: una sconfitta, un pareggio e poi solo vittorie, per ben quattro volte contro la prima in classifica di quel momento. Le difficoltà a fare risultato in trasferta, che forse stavamo iniziando a correggere proprio nei primi mesi dell’anno nuovo. La Coppa, con le sue magiche notti di settembre, con il diluvio di Sant’Andrea e la sfortunata battaglia di Pontassieve. I “vecchi”, sempre più impeccabili, a trascinare la squadra, i nuovi a mettere a disposizione qualità ed entusiasmo. Quel 7 sempre più imprendibile, quel 10 che contro Certaldo segna un gol che non credevamo possibile. L’inizio di gennaio, dove in quattro giorni prima vinciamo a Piombino e poi veniamo raggiunti solo a tempo scaduto in un infuocato Galluzzo. Nel momento dello stop eravamo a cinque partite dalla fine e cinque punti da recuperare, con in mezzo lo scontro diretto. Un’impresa possibile, altre domeniche col cuore in gola, che purtroppo sono svanite.

E poi le ragazze, con il loro esordio spavaldo in Eccellenza, capaci di tenere testa a squadre dai nomi importanti come Siena, Livorno, Montevarchi e altre, e di continuare a crescere sia in qualità che in consapevolezza. La juniores lanciata alla rincorsa della vetta, tra caterve di gol fatti e qualche piccolo passo falso. Il calcio a 5 che alla sua prima stagione era in lotta per i playoff. Le Mele Toste e i Calabroni che continuano nel tentativo di giocare a un gioco più simile possibile al calcio. E le annate della nostra scuola calcio, il filo più doloroso da interrompere, quello più importante e urgente da riallacciare.

E infine noi, la carovana grigionera. Dalla sagra di settembre a quella strana e potente domenica sotto il portico a Livorno. Passando per il surreale viaggio a Colonia e lo spettacolare decennale del gemellaggio nel derby al Galluzzo. Per il veliero che simboleggiava il quindicesimo compleanno, per le trasferte in massa e quelle in trenta. Per il saluto a Gianni Vitali, e la sua immensa eredità. Per l’esuberanza che negli anni non cambia, per l’ingenuità di alcuni momenti, per l’incredulità e la rabbia delle trasferte vietate.

Era stata un’altra stagione densa, con una primavera che prometteva tanto. Non è stato possibile coglierne i frutti, e non ci potevamo proprio fare niente. Ma tanto possiamo fare per tornare, e lo faremo, stiamo iniziando a rimboccarci le maniche, ma questa è un’altra storia, ne riparleremo presto.

Prima, guardando indietro a questa stagione, volevamo semplicemente dire grazie a tutti e tutte.

Forza Lebowski